Weekly News - notizie dal Mondo Automotive

28/04/2022 – BMW, accordo con Here Technologies per una guida più sicura

BMW ha stretto un accordo con Here Technologies per la gestione della navigazione e per la fornitura di servizi di informazioni legati al traffico in tempo reale. Non a caso, Here Technologies si occuperà della gestione del Connected Navigation Services (CNS) presente su alcuni veicoli del marchio tedesco.

Siamo orgogliosi di essere stati scelti da BMW come provider del traffico a livello globale. Si tratta di un’importante tappa mentre continuiamo a migliorare Here Real-Time Traffic per contribuire a rendere la guida più sicura e confortevole per milioni di automobilisti in tutto il mondo, ha dichiarato Gino Ferru, vice-presidente senior e direttore generale EMEAR (Europa, Medio Oriente, Africa e Russia) di Here Technologies.

Non dimentichiamo, infatti, che la casa automobilistica di Monaco di Baviera utilizza Here Real-Time Traffic per offrire ai suoi utenti informazioni in tempo reale legate a condizioni stradali ed eventuali incidenti.

Non mancano tra le informazioni fornite quelle sulla congestione stradale con dettagli relative alle singole corsie e su potenziali pericoli lungo la strada.

Grazie ai dati forniti da Here, i possessori di un veicolo BMW possono ricevere importanti previsioni sulle condizioni del traffico e pianificare i viaggi tramite app My BMW prima di partire.

Fornire un tempo stimato di arrivo preciso basato sulle condizioni passate e future del traffico è una parte cruciale dell’esperienza di guida di oggi e del domani. Here Real-Time Traffic è un componente fondamentale del nostro portfolio complessivo di soluzioni nel settore automotive per servire il futuro della guida elettrica, connessa e automatizzata, ha aggiunto il vice-presidente senior e direttore generale EMEAR, Gino Ferru.

Cosi come dichiarato dalla stessa casa automobilistica, Here Real-Time Traffic è in grado di unire e analizzare tantissimi punti dati provenienti da un complesso insieme di fonti che includono anche i dati in alta qualità dei sensori dei veicoli di altri marchi automobilistici.


Fonte (tomshw.it)


26/04/2022 – L'utile trimestrale di Hyundai è in forte aumento

Hyundai ha ottenuto vendite e profitti significativamente maggiori nel primo trimestre, nonostante i dati sulle vendite inferiori.

Nonostante le catene di approvvigionamento interrotte e un calo delle vendite, la concorrente di VW Hyundai ha guadagnato molto di più nel primo trimestre del 2022 rispetto all'anno precedente.

Il surplus è aumentato del 17% a 1,78 trilioni di won (circa 1,3 miliardi di euro), ha affermato lunedì il leader del settore della Corea del Sud. Le vendite sono aumentate del 10,6 percento a 30,3 trilioni di won (22,5 miliardi di euro).

Anche Hyundai Motor, che con la sorella minore Kia è una delle dieci maggiori case automobilistiche, si vede sulla buona strada per raggiungere i suoi obiettivi annuali nonostante le varie incertezze.

I sudcoreani hanno attribuito i guadagni alle solide vendite di SUV e modelli Genesis del marchio di lusso. Anche i minori incentivi per i concessionari e tassi di cambio favorevoli hanno contribuito all'aumento delle vendite.

In linea di principio, gli incentivi sarebbero ridotti da "livelli di inventario inferiori", ha affermato un portavoce dell'azienda. Ciò alla fine aumenta il profitto operativo.

Le vendite di Hyundai, d'altra parte, sono diminuite del 9,7% a 902.945 auto nei mesi da gennaio a marzo a causa della carenza globale di chip e componenti. Le vendite all'estero sono diminuite del 9,7% su base annua, mentre le vendite interne sono diminuite del 7,8%.

Ancora "incertezze estreme"

Hyundai si aspetta una graduale ripresa dalle conseguenze della pandemia di corona e dalla carenza di chip, ha affermato. "Tuttavia, la società prevede che le incertezze esterne continueranno". Questi includono le interruzioni Hyundai nelle catene di approvvigionamento dovute al blocco del corona virus in corso in varie città cinesi, nonché le fluttuazioni dei prezzi delle materie prime dovute a circostanze geopolitiche.

Come al solito, Hyundai ha annunciato di voler rispondere agli imponderabili ampliando il mix di prodotti per modelli costosi.

Insieme a Kia, Hyundai vuole superare anche quest'anno la soglia dei sette milioni di auto, dopo aver mancato questo traguardo nel 2021.

Hyundai vuole anche introdurre nuovi modelli elettrici.


Fonte (automobilwoche.de)


21/04/2022 – Auto elettriche, dal 2025 saranno quasi tutte a 800 Volt

La maggior parte delle auto elettriche oggi disponibili sul mercato è alimentata da un impianto a 400 Volt, ma entro pochi anni questa tecnologia è destinata a essere superata da quella a 800 Volt. 

Al giorno d'oggi sono davvero poche le compagnie che realizzano auto elettriche con impianti a 800 Volt, come Porsche, Audi, Kia e Hyundai, Rimac e Lucid, che ha sviluppato un sistema proprietario a 900 Volt.

Grazie a voltaggi così alti si possono realizzare auto elettriche in grado di ricaricarsi più velocemente, un dettaglio che le rende molto più appetibili sul mercato: tecnicamente con un sistema a 800 Volt o più si possono raggiungere i 350 kW di potenza in fase di ricarica, ma in pratica il dato è sempre un po’ più basso.

Secondo quanto riporta Automotive News, nei prossimi anni si dovrebbe vedere un passaggio convinto alla tecnologia a 800 Volt da parte di tutta l’industria automobilistica, con il 2025 indicato come anno di svolta.

A supporto di questa ipotesi c’è anche una dichiarazione di Dirk Kesselgruber, il capo della divisione drivetrain elettrici di GKN, uno dei maggiori fornitori per l’industria dell’auto elettrica: “Nel 2025 la maggior parte delle proposte sul mercato sarà a 800 volt. Sarà la normalità, e Hyundai ha già dimostrato che si riesce a essere competitivi anche con il prezzo. Se si lavora bene, gli 800 Volt sono un punto di svolta.”

Ma Kesselgruber non è l’unico a fare queste affermazioni, e diversi esponenti del mondo automotive elettrico hanno rilasciato simili dichiarazioni nelle settimane passate; l’avvento degli 800 Volt porterà con sé tempi di ricarica quasi dimezzati, un dettaglio che senza dubbio renderà le auto elettriche molto più invitanti per molti compratori.


Fonte (tomshw.it)


19/04/2022 – È l'alba della più grande rivoluzione dell'automotive: ecco perché

Nuove Case e nuove auto, servizi e tecnologie inedite, un diverso modo di fare industria: tra il 2025 e il 2035 cambierà tutto

La potente organizzazione ambientalista non governativa statunitense Environmental Defense Fund ha pubblicato l’annuale report sull’industria automobilistica e, in particolare, sulla crescita delle auto elettriche nel mondo.

La fotografia che ne esce spinge l’ente statunitense ad affermare che il cambiamento che il comparto automotive affronterà nel decennio 2025-2035 sarà il più profondo e radicale dell’intera storia delle quattro ruote.

Quello che succederà non sarà paragonabile a nient’altro accaduto fino a ora e molto probabilmente sarà seguito da una ulteriore fase evolutiva che però non avrà lo stesso significato in termini di innovazione e di rottura con il passato. Vediamo perché.

Addio ciclo Otto

Il primo motivo per cui il mondo si prepara alla rivoluzione elettrica riguarda proprio la tecnologia adottata per la propulsione.

Dal 1886, anno della Patent Motorwagen prodotta da Benz e accreditata come prima auto della storia, il motore a scoppio l’ha fatta da padrone. È evoluto in mille modi, ma è rimasto sempre fedele al concetto secondo cui una miscela di carburante e aria brucia all’interno di un cilindro e muove un pistone.

Con l’auto elettrica i motori sono completamente diversi e generano movimento attraverso l’eccitamento di una serie di magneti. Inoltre, al posto della benzina, usano l’energia elettrica proveniente da una batteria agli ioni di litio, altro elemento di rottura che sulle vetture a zero emissioni ha un’importanza centrale.

Insomma, con i powertrain elettrici cambia il modo con cui un’auto diventa… mobile

La nuova catena del valore

E se l’auto elettrica è stata inventata tanti anni fa (ma è sempre rimasta a dir poco di nicchia), ora che l’industria automotive sposa questo tipo di alimentazione su larga scala a cambiare non sono solo le vetture in sé, ma tutti i processi produttivi e, ancor di più, la catena di approvvigionamento e l’indotto. Centinaia di migliaia di fornitori sono costretti a cambiare e ad adattarsi alle nuove priorità del comparto per non restare esclusi.

Per rispondere alle mutate esigenze le Case hanno deliberato ingenti finanziamenti che porteranno alla creazione di nuove strutture produttive.

Non è mai successo nella storia dell’auto che si spendessero così tanti soldi in innovazione. Da qui al 2025 si prevede che i soli costruttori OEM spenderanno circa 500 miliardi di euro per lo sviluppo di nuovi modelli elettrici per le batterie e per la creazione di infrastrutture produttive.

Molto spesso laddove nascevano i motori, in futuro nasceranno batterie.

E il fiorire di gigafactory nuove o derivanti dalla conversione di impianti esistenti porterà a un’altra rivoluzione proprio a livello di accumulatori. Lo standard odierno sarà presto superato da altri tipi di batterie: allo stato solido, agli ioni di sodio e chi più ne ha più ne metta. Sul mercato ci saranno tanti tipi di accumulatori che saranno destinati a usi specifici.

Un mercato inedito

Un’altra cosa che renderà unico il decennio 2025-2035 riguarda i modelli che arriveranno in vendita.

Le Case segneranno la rottura con il passato inaugurando nuove famiglie di auto, nuovi sotto-brand, nuovi corsi stilistici. Qualche esempio di quello che sta per accadere lo hanno già fornito Case come Volkswagen (ID.3, ID.4 e compagnia), Hyundai (Ioniq 5 et similia), Mercedes con le auto “EQ”, BMW con le “i” o Audi con le “e-tron”. Si può andare avanti all’infinito.

C’è di più: con le auto elettriche nuovi player entreranno sul mercato.

Le Case cinesi come NIO o Xpeng, che sempre più interesse mostrano verso i mercati occidentali, ma anche tech company sedotte dalle opportunità della e-mobility: Huawei, Xiaomi o la stessa Apple. Breve nota di colore: con l’avvento dell’elettrico in molti stanno progettando nuovi tipi di velivoli a decollo verticale per il trasporto di persone. In pochi anni solcheranno i cieli delle nostre città, rendendo finalmente reale uno degli oggetti più sognati e desiderati dall’uomo del Novecento: l’auto volante.

L’auto come erogatore di servizi

Torniamo sulla terra. Tech company, si è detto.

I colossi dell’elettronica di consumo e dell’informatica vogliono mettersi in gioco nel mondo dell’auto elettrica perché l’auto, proprio attraverso la transizione ecologica, diventa sempre più un oggetto software oriented, in cui la connettività e i servizi diventeranno più importanti della parte hardware. Non si parlerà più di motori, trasmissioni, sistemi di scarico: l’opinione pubblica bramerà informazioni su infotainment, aggiornamenti over-the-air, guida autonoma.

Ecco, la ricarica, altra vera grande evoluzione legata all’auto elettrica.

Non si tratta solo della creazione di un’infrastruttura di ricarica. In futuro assisteremo a qualcosa di più profondo. Pensate ad esempio alle grandi aziende del petrolio che si stanno reinventando per diventare gestori di colonnine e di servizi di ricarica. Se non è un cambiamento questo…

Stili di vita in evoluzione

Più in generale, il prossimo decennio sarà quello in cui il genere umano cambierà abitudini e modi di pensare, in cui si sposeranno con decisione modi di vivere più sostenibili, fatti di auto elettriche, sì, ma anche di fonti rinnovabili, di riciclo delle batterie, di sfruttamento ragionato delle risorse.

Questo è quello che politica e organizzazione sovrannazionali hanno deciso di fare. Questo è quello che, con ogni probabilità, accadrà. Certo, la sfida è ambiziosa e gli ostacoli non mancano. Ce ne sono di ogni tipo: tecnologico, strutturale, economico. Forse non tutto andrà secondo i piani e forse il futuro non sarà così roseo come alcuni dipingono. Ma il dado è tratto. E dobbiamo essere pronti a un cambiamento a dir poco radicale.


Fonte (insideevs.it)


14/04/2022 – Il mondo dell’auto guarda alle startup: Stellantis prende a bordo Fidcar, Kia fa salire Stip

Il mondo dell’automotive, messo in seria difficoltà dal lockdown e dalla pandemia, dall’assenza di semiconduttori, dal rincaro delle materie prime e dalla stringente roadmap europea per la transizione energetica, continua comunque a essere una prateria tutta da colonizzare per le startup innovative.

Molte provano a configurarsi come le nuove Case del domani, sulla scia di Tesla, altre stringono accordi con i colossi del comparto, sul fronte dei software di bordo, della tecnologia necessaria a far funzionare i motori green o in altri ambiti.

Questa settimana sono ben due le startup che hanno siglato importanti accordi con protagonisti assoluti del comparto auto.

Cosa faranno Stellantis e Fidcar

La prima è Fidcar, startup del gruppo MotorK, che ha annunciato un accordo commerciale nel campo del marketing predittivo post-vendita, ovvero uno strumento progettato per offrire al cliente soluzioni mirate e tempestive che corrispondono alle condizioni stimate del proprio veicolo e alle reali esigenze di manutenzione, basato sull’apporto dell’Ia, l’intelligenza artificiale.

Alla luce dei risultati emersi dalla fase di sperimentazione condotta in questi mesi da ROI, Stellantis &You, Sales and Services e Fidcar, le parti hanno deciso di trasformare la sperimentazione in un accordo globale. La soluzione di marketing predittivo post-vendita sarà quindi implementata nelle concessionarie europee di Stellantis &You, Sales and Services entro la fine del 2022.

Cosa prevede la partnership tra KIA e Stip

La seconda, invece, è Stip, startup lanciata da LVenture Group in Italia e da Berkeley SkyDeck negli Stati Uniti. La divisione italiana di KIA, casa automobilistica sudcoreana del gruppo Hyundai Motor, ha stretto una partnership con Stip per rendere più snello ed efficiente il proprio processo interno di post-vendita e la gestione delle richieste di dealer e concessionarie. 

L’obbiettivo dell’accordo è incentrato sullo sviluppo di un’unica piattaforma web e un’app mobile per connettere il team di after-sales con dealer e concessionarie, un sistema unificato per una gestione semplice ed organizzata di tutte le richieste in arrivo e un sistema integrato che consente il riconoscimento della tipologia di richiesta e la creazione automatica di ticket categorizzati.

Fonte (startupitalia.eu)

12/04/2022 – Red Dot Design Awards 2022: tanti premi all’automotive

Qualche giorno fa sono stati assegnati i Red Dot Design Awards 2022 dedicati al settore automotive.

I Red Dot Design Awards sono dei premi al design conferiti dalla società tedesca Red Dot GmbH – sono nati nel 1955 e sono aperti a tutti i designer e produttori, e ogni anno si svolge una cerimonia durante la quale vengono premiati i prodotti più interessanti e innovativi, ma anche i concept e le strategie di comunicazione.

Con una premessa così, è comprensibile che le aziende di auto si sfidino per portare a casa l’ambito premio, e quest’anno sono state diverse le case automobilistiche premiate, non solo per auto o moto ma anche per veicoli commerciali.

Il premio più ambito, lo dice il nome stesso, è il Best of the Best: quest’anno lo ha vinto Ferrari con la sua Daytona SP3, la nuova hypercar spinta da un V12 da 6.5 litri in grado di erogare 840 cavalli e portare l’auto fino a 340 km/h.

Ma non sono le prestazioni da capogiro ad aver fatto vincere il premio alla Ferrari Daytona SP3, quanto più lo stile unico e mozzafiato ideato dal Centro Stile di Flavio Manzoni, non nuovo al premio Red Dot Design Award.

Sono stati però rilasciati altri premi Best of the Best, a veicoli di categorie completamente differenti rispetto alla Ferrari.

Stiamo parlando del furgone per trasporto persone Hyundai Staria, un design particolarmente pulito e levigato, con tanti elementi integrati e nascosti nella carrozzeria.

Lo stesso premio lo ha ricevuto anche la bella elettrica Kia EV6, grazie a un design particolarmente evocativo: Kia EV6 conferma il grande successo, dopo aver vinto anche il premio Car of the Year 2022.

Ancora Kia si è vista insignire del premio nella categoria Interior Architecture and Interior Design, grazie al progetto EV6 Unplugged Ground, una location realizzata a Seoul dagli architetti di Kia, dedicati ai futuri clienti dell’elettrica coreana, così che possano toccare l’auto con mano e testarne le capacità prima dell’acquisto.

Per quanto riguarda invece il design di prodotto, il premio quest’anno è andato a due case diverse, Peugeot con la sua nuova 308 e Honda con il SUV HR-V e HEV; quest’ultima ha vinto anche il premio dedicato alle moto e quello dedicato alle produzioni industriali grazie al nuovo generatore elettrico EU32i messo a punto dal colosso giapponese.


Fonte (tomshw.it1)


07/04/2022 – Motore a idrogeno Ford: che siano i brevetti della svolta?

Un motore promettente e un brevetto che parla chiaro...almeno su carta. Che sia una valida alternativa all'elettrico?

Il futuro dell’Automotive, che piaccia oppure no, sarà sicuramente elettrico. Tuttavia ci sono Case automobilistiche che sono pronte a difendere il motore endotermico e di conseguenza la loro gamma di auto sportive.

Diciamoci la verità, il sound e le emozioni che scatena il motore endotermico è ineguagliabile.

Ma, altrettanto importante è arrivare ad un mondo a zero emissioni. Per questo e per altri motivi, è necessario raggiungere soluzioni transitorie, o addirittura alternative alla totale elettrificazione del mondo Automotive. 

Il motore a idrogeno Ford è uno degli esempi per cui forse è possibile trovare valide alternative all’elettrico.

Il punto della situazione

I problemi del mondo elettrico sono noti. A partire dalla capillarità delle colonnine per la ricarica e dalla produzione dell’energia elettrica necessaria alla ricarica delle auto.

Altro problema riguarda l’estrazione delle terre rare necessarie per produrre i chip. Questi ultimi sono fondamentali per il corretto funzionamento delle batterie e del motore elettrico.

Come se non bastasse la paranoia (tutta europea) ha messo a bando il motore a scoppio entro il 2035. 

In questo contesto, il motore a idrogeno Ford, viene proposto come un’alternativa davvero molto interessante e valida da un punto di vista tecnico. Anche se non vi è un vero e proprio prototipo tipo il V8 a idrogeno Toyota-Yamaha, i brevetti ci sono e questo fa ben sperare.

Che sia chiaro anche il mondo dell’idrogeno non è perfetto. La rete di distribuzione dell’idrogeno, sebbene più semplice da realizzare e con una certa capillarità, rispetto a soluzioni di colonnine di ricarica, ha difficoltà che sono legate allo stoccaggio ad alta pressione.

Il punto d’incontro è sempre lo stesso. Produrre energia elettrica o idrogeno in maniera pulita e sostenibile.

Idealmente, produrre idrogeno per elettrolisi tramite energia solare sarebbe il massimo dell’efficienza.

Com’è fatto il motore a idrogeno Ford

In base ai brevetti depositati presso la United States Patent and Trademark Office (USPTO), il motore a idrogeno Ford si presenta del tutto simile ad un normale motore a benzina. Quindi non si tratta di un Fuel Cell, ma semplicemente di un motore a combustione di idrogeno. 

Un tipico veicolo a idrogeno (Fuel Cell) infatti, utilizza un sistema di propulsione simile a quello di un veicolo elettrico. In questo caso, l’energia immagazzinata come idrogeno viene convertita in elettricità dalla cella a combustibile.

Invece, il brevetto Ford presenta un’architettura con turbocompressore, valvola di ricircolo dei gas di scarico, fasatura delle valvole e l’iniezione diretta. 

Inoltre, secondo l’Ovale Blu, questo propulsore sarebbe in grado di sviluppare una potenza del 15% in più rispetto ad un motore a benzina con caratteristiche simili.

Nel brevetto Ford, il motore a combustione di idrogeno è anche visto come parte di un powertrain ibrido con un motore-generatore posizionato tra il motore e la trasmissione. Quindi si tratterebbe di un propulsore Mild-Hybrid a 24 o 48 Volt, cioè dotato di frenata rigenerativa, il che avrebbe abbastanza senso.


Quando vedremo questo propulsore all’opera?

Difficile dire quando potremmo vedere un prototipo. Difficile dire anche se ci sarà un seguito a questo brevetto. Come molti sanno, non tutti i brevetti alla fine producono dei risultati attendibili.

Il dubbio sta nel fatto che il brevetto del motore a idrogeno Ford comprende solo il metodo di combustione e il controllo della miscela. Occorre molto di più per progettare un design del motore in grado di ottimizzare questo metodo. 

Altra questione riguarda la forma della camera di combustione e la parte superiore del pistone, la quale hanno un’influenza significativa sulla combustione. Entrambi dovrebbero essere sagomati per sfruttare le proprietà di combustione uniche dell’idrogeno.

La cosa più promettente, tuttavia, è che l’idrogeno può trarre vantaggio da un motore superquadro.

In questo modo anche le perdite parassite vengono ridotte utilizzando un design a corsa corta. Se vedremo una Mustang performante ad idrogeno sarebbe prematuro dirlo con certezza. Certo è che l’idea non è per niente male.


Fonti (vehiclecue.it)


05/04/2022 – VW sta vendendo un numero significativamente inferiore di auto negli Stati Uniti

Le vendite di VW negli Stati Uniti sono diminuite in modo significativo nel primo trimestre, non solo per le berline, ma anche per i SUV che godono di molta popolarità.

A causa della persistente carenza di chip e dei problemi della catena di approvvigionamento globale nell'industria automobilistica, la Volkswagen ha lottato nel mercato statunitense all'inizio dell'anno.

Secondo una dichiarazione di lunedì, VW ha venduto quasi 65.000 nuove auto nel primo trimestre, il 28,5% in meno rispetto a un anno fa. Le vendite negli Stati Uniti erano già notevolmente diminuite nell'ultimo trimestre del 2021.

Nell'ultimo trimestre, la VW ha dovuto accettare pesanti perdite in quasi tutti i modelli importanti.

I SUV Tiguan e Atlas, che sono attualmente popolari negli Stati Uniti - da cui il bilancio aveva beneficiato notevolmente l'anno precedente - hanno registrato cali altrettanto forti come Jetta e Passat.

Le vendite del modello elettrico ID.4 sono aumentate del 481%. Con 2755 unità, tuttavia, hanno contribuito poco al risultato complessivo.

Le consociate Volkswagen Audi e Porsche avevano già presentato venerdì dati di vendita deboli per il mercato statunitense.

Dopo un ottimo risultato nello stesso periodo dell'anno precedente, Porsche ha registrato un calo di quasi un quarto a 13.042 veicoli.

Ad Audi, le vendite negli Stati Uniti sono persino diminuite del 35% a 35.505 veicoli nei tre mesi fino alla fine di marzo.

La rivale BMW, d'altra parte, ha ottenuto un aumento delle vendite del 3,2% a 73.714 nuovi veicoli per il suo marchio normale.


Fonte (automobilwoche.de)


31/03/2022 – Le "gigafactory" sbarcano in Europa

Stellantis annuncia la gigafactory in Italia per produrre a Termoli le batterie per le auto elettriche. E anche tante grandi case produttrici scalpitano. La rivoluzione avverrà con gradualità

Nella giornata di mercoledì 23 marzo Stellantis e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno concluso l'accordo per lo sviluppo della prima gigafactory italiana che porta anche il nostro Paese nella partita dell'auto elettrica di frontiera.

La città molisana di Termoli, sede di un importante polo produttivo Fiat, sarà scelta del consorzio tra Fca e Peugeout per dare il via libera all'edificazione di un impianto dedicato alle batterie elettriche. 

Il Sole 24 Ore sottolinea l'importanza dell'affare notando che mobiliterà "un investimento da 2,3 miliardi di euro per realizzare in Italia, come in Francia e in Germania, una fabbrica di batterie a marchio Stellantis.

Dal Governo italiano arriveranno aiuti per 370 milioni, tra Contratto di sviluppo e agevolazioni fiscali per il Piano Transizione 4.0" che segnaleranno l'importanza data da Roma a un piano strategico ritenuto importante per portare nella Penisola l'industria di frontiera.

A realizzare materialmente l'impianto sarà Automotive Cells Company (Acc), società operante specificamente nel campo della mobilità sostenibile ed elettrica fondata due anni fa da Stellantis e TotalEnergies/Saft, a cui nei prossimi mesi si aggiungerà come partner Mercedes-Benz.

Il piano di Stellantis, quarto gruppo automobilistico al mondo per produzione e fatturato, è quello di mettere sul mercato stabilmente cnque milioni di veicoli elettrici a batteria,nel 2030, raggiungendo con le auto full electric il 100% del mix di vendite di autovetture in Europa e il 50% di auto e commerciali leggeri negli Stati Uniti.

Investire nella gigafactory a Termoli mira a posizionare, in prospettiva, la società in vista di questo obiettivo.

La mira è garantire entro il 2030 un passaggio da una capacità pianificata di potenziale delle batterie di 140 GWh a una di 400, garantendo per ottenere questo target che entro lo stesso anno Acc porti la sua ad almeno 120 gigawattora (GWh).

Non stiamo parlando di un progetto unico in Italia. 

Come riporta SicurAuto, "a contribuire alla produzione di batterie per auto elettriche e, quindi, alla riconversione della filiera produttiva del settore automotive sarà Italvolt che ha già presentato il progetto della nuova Gigafactory che sarà realizzata nell’area dell’ex stabilimento Olivetti di Scarmagno, in Piemonte" con capacità di 45 GWh.

L'azionista di riferimento di Italvolt, Lars Carlstrom, imprenditore con 30 anni di esperienza nel settore automotive e già fondatore e azionista di Britishvolt, mira a vedere attivo il sito entro il 2024.

Inoltre, anche il "Gruppo Volkswagen è alla ricerca di aree giuste per realizzare sei nuove Gigafactory entro il 2030 in modo da sostenere l’ambizioso programma di elettrificazione già avviato" in Germania. 

Volkswagen in Italia ha, tramite Audi, il controllo di un marchio storico come Lamborghini, sito nel cuore della Motor Valley emiliana su cui si stanno indirizzando gli interessi di molte imprese attive nel settore. E proprio l'Emilia Romagna, dopo il Piemonte il Molise, è la terza terra italiana da tenere d'occhio

La corsa alle gigafactory rientra nel quadro della transizione graduale del settore automobilistico all'elettrico e del graduale sdoganamento della mobilità sostenibile.

Come ricordato dal Corriere della Serain Italia il motore elettrico può essere un grande fattore di sviluppo industriale ma, qualora non si producessero filiere ad hoc, al tempo stesso può minacciare posti di lavoro consolidati e destrutturare catene del valore complesse.

In primo luogo perché la filiera dell'elettrico è assai diversa da quella dell'auto tradizionale. In secondo luogo per un fattore di manodopera, dato che "per produrlo serve il 30% di manodopera in meno.

Vuol dire che se in Italia restiamo fermi a guardare" mentre l'Ue si prepara a introdurre il limite del 2035 per l'addio al motore a combustione, "entro i prossimi quattordici anni 60 mila persone in 500 aziende perderanno il posto di lavoro".

La gradualità e gli investimenti nelle gigafactory per le batterie possono fornire una transizione "dolce" a questo processo.

In Europa, al contempo, c'è fermento. Nelle stesse ore in cui al Mise italiano si firmava l'accordo per Termoli, proprio Volkswagen annunciava il lancio di uno dei suoi impianti di gigafactory in Europa: il gruppo di Wolfsburg ha annunciato la gigafactory spagnola sorgerà a Sagunto, vicino a Valencia.

Il nuovo impianto dedicato alla costruzione delle batterie del gruppo sarà operativo dal 2026 puntando sulla rivoluzionaria tecnologia "Unified Cells" che va oltre la dipendenza dagli ioni di litio delle batterie: "se su una batteria agli ioni di litio attuale per raggiungere l'80% di carica si deve attendere di media tra i 30 e i 35 minuti, grazie alle future innovazioni, nel 2025, non ne serviranno più di 17" grazie a questa tecnologia, nota InsideEvs. 

"Il che significa dimezzare le attese", nella speranza che "dal 2025 in avanti, grazie all'arrivo delle batterie allo stato solido di QuantumScape, quel tempo scenderà a 12 minuti".

E anche Elon Musk si muove, con Tesla che sbarcherà dopo anni di resistenze in Europa attraverso la Germania, aprendo la sua prima gigafactory vicino Berlino. 

L'Unione Europea, nel frattempo, prepara i piani sulle batterie sostenibili, si muove per organizzare filiere e sostegni alle imprese e punta a diventare un attore chiave.

Partire dall'infrastruttura chiave per la produzione elettrica appare una scelta operativa senza vere alternative per rendere graduale la transizione all'elettrico.

Le compagnie potranno così valorizzare i propri investimenti e il proprio capitale umano per guidare una transizione che, passo dopo passo, può coinvolgere altri settori.

L'obiettivo è permettere la costruzione di un ecosistema industriale che crei un'auto elettrica accessibile a tutti, come ricordato anche dal titolare del Mise Giancarlo Giorgetti nelle scorse settimane.

E la via delle gigafactory europee che tenga in-house le produzioni più critiche può essere un primo passo.


Fonte (ilgiornale.it)

29/03/2022 – Automotive in ginocchio senza i cablaggi ucraini

Ogni auto contiene quasi 5 km di fili intrecciati, indispensabili per il funzionamento (e anche per l'assemblamento) del veicolo. Con le fabbriche chiuse e sotto le bombe, i costruttori sono alle prese con un bel problema

Non bastava la crisi dei chip e quella dei semiconduttori. Ora un altro problema dovuto al conflitto tra Russia e Ucraina sta producendo effetti con un impatto diretto sul settore automotive.

Dentro ogni automobile, infatti, come rivelato da una recente inchiesta del Financial Times, sono nascosti quasi 5 km di cavi elettrici che intrecciandosi assolvono a compiti essenziali, come la trasmissione di informazioni dallo sterzo alle ruote o la semplice apertura delle portiere che consente l'accesso all'abitacolo.

Questa enorme matassa di fili è tenuta insieme dal cablaggio, una componente che fino all'invasione dell'Ucraina, molti costruttori automobilistici davano quasi per scontata.

BMW e Volkswagen sono state costrette a sospendere le operazioni di alcuni stabilimenti europei a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina, che a sua volta aveva determinato la chiusura degli stabilimenti dove avvengono i cablaggi (si calcola che sul suolo ucraino vi siano poco meno di una quarantina di stabilimenti dove vengono prodotti compomenti per l'industria automotive).

Dall'Ucraina, infatti, proviene circa un quinto della fornitura di cablaggi, produzione che interessa anche altre parti dell'Europa dell'Est, così come il Nord Africa, secondo quanto riportato da AutoAnalysis.

Il vero problema è che i cablaggi sono fondamentali per assemblare un'automobile, senza di essi, pur volendo non si può procedere nella costruzione di un veicolo.

E a differenza di altri pezzi necessari per la costruzione delle automobili che possono essere reperiti altrove, ogni cablaggio è fatto su misura. Ogni modello d'auto, infatti, ha il suo 'personale' complesso di fili elettrici che devono essere organizzati con precisione millimetrica.

Spostare la produzione è un'operazione molto complessa dal punto di vista logistico poiché si tratta di insiemi di cavi che non possono essere ammucchiati tutti insieme e che costituiscono in primo luogo un problema di trasporto.

Così le aziende si stanno riorganizzando come possono, anche se le operazioni richiedono tempo e sono molto costose.

Realizzare i cablaggi, come detto in precedenza, è un'operazione estremamente complessa, che richiede manodopera altamente specializzata nel maneggiare chilometri di cavi e centinaia di connettori che devono essere successivamente intrecciati e testati. 

È per questo che tanti clienti in attesa di nuove automobili, come ad esempio alcuni acquirenti di Mini, sono già stati informati di aspettarsi ritardi fino a tre mesi nel frattempo che vengano individuate nuove fabbriche che possano produrre i cablaggi.

Lo fa sapere BMW, costretta a chiudere temporaneamente due stabilimenti in Germania e uno nel Regno Unito.

Alcuni stabilimenti dove vengono realizzati i cablaggi in Ucraina, seppur a scarto ridotto, hanno ripreso a lavorare e ciò significa che anche i costruttori europei potranno riprendere le operazioni, ma in maniera molto rallentata, senza contare che è molto difficile trasportare i prodotti finiti negli stabilimenti, dovendo passare tra il confine polacco e ucraino.

Molti camionisti, infatti, sono stati costretti a recarsi al fronte e non è consentito loro di lasciare il Paese. Alcuni stabilimenti, così si sono rivolti a ex personale già in pensione, non soggetto alla coscrizione obbligatoria.


Fonte (today.it)


24/03/2022 – Ferrari Purosangue, la prima immagine ufficiale del SUV del Cavallino Rampante

Ferrari ha pubblicato la prima foto ufficiale del nuovo SUV Purosangue, confermando che il debutto è atteso entro la fine dell'anno.

“Avete sentito le voci... e siamo lieti di confermare che sono vere (alcune di esse). Tutto verrà rivelato entro la fine dell'anno”. Questa è la frase che accompagna il teaser della Purosangue.

Si può notare il riferimento scherzoso alle foto "rubate" del SUV che lo ritraevano all'interno della linea di produzione.

La prima immagine ufficiale della Purosangue permette di osservare meglio i dettagli del frontale del SUV del Cavallino Rampante.

Foto che va a confermare che gli scatti rubati effettivamente mostravano un prototipo della Purosangue.

Dall'immagine possiamo osservare i gruppi ottici dal disegno molto sottile, le forme del paraurti che disporrà di due grandi prese d'aria e un cofano che appare muscoloso.

Come era già stato possibile notare dalle foto del prototipo all'interno della linea di produzione di Maranello, il SUV presenterà alcuni elementi stilistici che richiamo modelli come la Ferrari Roma e la Ferrari SF90.

Il SUV, anzi il FUV (Ferrari Utility Vehicle) come lo chiama Maranello, sarà molto importante per il costruttore visto che lo porterà all'interno di un segmento in cui non era mai stato presente.

Nonostante non si tratti di una supersportiva, Ferrari ha fatto sapere che la Purosangue comunque offrirà il classico piacere di guida che da sempre contraddistingue i suoi modelli.

Ne sapremo certamente di più nel corso dei prossimi mesi visto che il debutto si sta avvicinando.

Se del design adesso sappiamo già diverse cose, ancora ci sono dubbi sui motori che troveremo sotto al cofano della Purosangue. Si parla di un V12 ma anche del V6 Plug-in della 296 GTB.

Non rimane che attendere ulteriori informazioni su questa nuova vettura.


Fonte (hdmotori.it)


23/03/2022 - Mobilità elettrica: ACC costruisce una fabbrica di celle per batterie in Italia

ACC, una joint venture tra Mercedes, Stellantis e Total, vuole costruire una fabbrica di celle batteria in Italia.

Il produttore franco-tedesco di celle per batterie ACC vuole costruire un terzo stabilimento a Termoli, in Italia.

Lo ha annunciato mercoledì a Parigi, la joint venture tra le compagnie automobilistiche Mercedes-Benz, Stellantis (Peugeot, Opel, Fiat) e la compagnia energetica Total.

Firmati i relativi accordi con il governo italiano per la trasformazione dell'ex sede Fiat.

La capacità industriale totale prevista di 120 gigawatt comporta anche un aumento della produzione nei precedenti siti ACC di Billy-Berclau/Douvrin e Kaiserslautern.

Entro il 2030 dovrebbero essere in grado di produrre celle con una capacità annuale di 40 gigawattora invece dei precedenti 24 gigawatt.

Tuttavia, questo non ha alcun impatto sull'investimento previsto o sull'occupazione nel sito, ha detto un portavoce di Stellantis quando gli è stato chiesto.

L’entrata di Mercedes

La produzione europea di celle ha lo scopo di garantire l'accelerazione dell'elettromobilità.

ACC è stata fondata nel 2020 con Mercedes-Benz che è finalmente entrata a far parte della joint venture.

"L'ingresso di Mercedes-Benz è un voto di fiducia nella nostra tabella di marcia tecnologica e nella competitività dei nostri prodotti", ha affermato il capo dell'ACC Yann Vincent, secondo una dichiarazione.


Fonte (automobilwoche.de)


17/03/2022 - 300 milioni per le start up: Stellantis lancia un fondo di rischio

Il Gruppo Stellantis, fondato poco più di un anno fa, ha lanciato il suo primo fondo di venture capital. È dotato di 300 milioni di euro e mira ad aumentare il ritmo dell'innovazione nel gruppo.

Stellantis ha lanciato il suo primo fondo di venture capital e inizialmente gli fornisce 300 milioni di euro.

Il fondo, denominato "Stellantis Ventures", è destinato a investire in start-up che sviluppano tecnologie innovative e orientate al cliente.

"Stellantis Ventures accelererà la nostra trasformazione adottando tecnologie emergenti sviluppate da startup innovative, alimentando al contempo il loro potenziale di crescita", ha affermato Ned Curic, Chief Technology Officer.

"Il mercato sta cambiando, la tecnologia sta cambiando, proprio come il modo in cui ci connettiamo con i nostri clienti". 

Stellantis Ventures agirà come un investitore strategico e aiuterà le start-up a integrare le nuove tecnologie nell'azienda.

Il fondo di venture capital fa parte del piano strategico "Dare Forward 2030" recentemente annunciato.


Fonte (automobilwoche.de)


15/03/2022 L’automotive respira: produzione a +1,3% a gennaio

A gennaio 2022 il settore della componentistica ha trainato la ripresa della produzione in Italia, ma la situazione resta preoccupante

Il 2021 è stato sicuramente un anno molto complicato per il settore automotive, non solo per quello che riguarda le vendite ma anche in termini di produzione.

La carenza di componenti, semiconduttori e microchip su tutti, ha fatto letteralmente crollare sia il segmento della componentistica che quello dei veicoli lo scorso anno.

Il 2022, però, sembra essere iniziato con il piede giusto: nel mese di gennaio infatti è stato registrato un incremento della produzione del +1,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, un dato in crescita del 5,2% rispetto a dicembre 2021.

A trainare questa ripresa del settore produttivo è stato il segmento della componentistica, che ha fatto segnare un +4,5% a fronte di una decrescita della produzione di autoveicoli in generale pari al -4,4%.

In realtà il calo della costruzione di autoveicoli in generale non riguarda tutti i segmenti: se analizziamo solo quello delle autovetture, infatti, notiamo una crescita, seppur lieve, nel confronto con lo scorso anno.

L’Italia resta comunque uno dei pochi Paesi europei che a gennaio ha fatto i conti con il segno più: quasi tutti gli altri grandi mercati, sebbene su volumi più consistenti, hanno registrato una decrescita dal punto di vista della produzione, dal -20% della Gran Bretagna al -1% della Germania. 

A svelare questi dati è stata l’edizione odierna del Il Sole 24 Ore, che cita l’elaborazione curata dall’Ufficio Studi di Anfia, l’Associazione delle imprese della filiera automotive.

Sul fronte dell’export i componenti hanno recuperato terreno con vendite salite da gennaio a novembre 2021 a oltre 20 miliardi rispetto ai 17 del 2020, con la Germania che rappresenta il primo mercato, il più esposto all’interruzione della fornitura di cablaggi provenienti dall’Ucraina – si legge sul quotidiano – Il contesto di mercato resta difficile, in attesa del nuovo piano di inventivi al vaglio del Governo”. 

La situazione è tutt’altro che stabile quindi, quel che è certo è che rispetto ad un 2021 disastroso i primi segnali che arrivano dal mese di gennaio sono incoraggianti.


Fonte (formulapassion.it)

11/03/2022 Modello Y dalla fabbrica di Grünheide: Tesla sta già pianificando le prime consegne per il 22 marzo

Tesla ha recentemente ricevuto le approvazioni finali per lo stabilimento di Grünheide, vicino a Berlino.

Tra pochi giorni i primi acquirenti della Model Y dovrebbero poter ritirare la propria auto in loco.

Gli oltre 400 requisiti e condizioni nell'avviso di approvazione finale dello stato del Brandeburgo per lo stabilimento Tesla di Grünheide non sembrano scoraggiare il produttore di auto elettriche statunitense.

Al contrario: come ha appreso il portale americano di mobilità elettrica "Electrek", Tesla sta pianificando le prime consegne della Model Y dalla produzione tedesca per il 22 marzo.

Gli acquirenti del veicolo hanno quindi ricevuto inviti a ritirare personalmente la loro nuova auto a partire dalle 15 di questo giorno, noto come "Giorno della consegna".

Dopo mesi di attesa e ripetuti ritardi, dovuti tra l'altro alle obiezioni dei critici della fabbrica, Tesla ha ora fretta di avviare finalmente la produzione nello stabilimento.

Grünheide: cambio di gioco per Tesla

Perché per il produttore la messa in servizio dello stabilimento di Berlino significa un grande passo verso una maggiore efficienza, non solo in vista dell'espansione in Europa.

Una volta che la fabbrica avrà raggiunto la sua piena capacità fino a 500.000 veicoli all'anno, non sarà necessario trasportare molte auto dagli Stati Uniti e dalla Cina al continente europeo, risparmiando enormi quantità di tempo e denaro e migliorando la disponibilità nei rispettivi siti di produzione.


Fonte (automobilwoche.de)


08/03/2022 CRISI UCRAINA MINACCIA MERCATO AUTOMOTIVE: SI MANIFESTA CARENZA DI NEON PER PRODURRE CHIP

Non bastava l’aumento di prezzo per litio e petrolio a peggiorare la situazione del mercato automotive. Complice la crisi in Ucraina in corso, il mondo delle automobili subirà un altro duro colpo a causa della futura carenza di neon, elemento necessario nella produzione dei microchip.

L’intero mondo tech e auto si troverà dunque costretto ad affrontare l’assenza di neon sul mercato. 

L’Ucraina, infatti, è il paese responsabile della fornitura del 70% del neon in tutto il mondo, materia prima essenziale utilizzata per la produzione di microchip.

Pertanto, mentre la condizione della catena di approvvigionamento migliora con il passare del tempo dopo numerosi mesi di rallentamenti dovuti alla pandemia di COVID-19, un nuovo fattore lascia il mondo in una posizione più difficile.

La CEO del Center for Automotive Research, Carla Bailo, ha spiegato: “Naturalmente, le persone cercheranno fonti alternative di neon il più rapidamente possibile, ma non è qualcosa che può essere semplicemente trovato da un giorno all’altro”.

Sarà doveroso quindi ricostruire l’intera catena di approvvigionamento trovando nuove fonti di neon per soddisfare la domanda attuale.

Fortunatamente, report di mercato suggeriscono che diversi produttori avrebbero accumulato neon negli ultimi mesi, ancora quando il conflitto sembrava distante, ma non sarà una soluzione valida sul lungo termine.


Fonte (auto.everyeye.it)


03/03/2022 Guerra in Ucraina: stop a produzione ed export, da Volkswagen a Toyota

Gruppo Volkswagen, Nissan, Toyota, Mazda, Honda. Sono alcuni degli ultimi protagonisti dell'industria dell'auto ad aver annunciato lo stop alla produzione e all'esportazione verso la Russia.

La guerra di invasione dell'Ucraina ha prodotto misure di sanzione economica verso la Russia destinate a sviluppare i propri effetti sempre più gravi con il passare del tempo.

VW ferma due siti produttivi

Il Gruppo Volkswagen ha annunciato, dopo una votazione del CdA, di aver deciso l'interruzione della produzione fino a nuovo ordine. Si fermano, così, gli impianti di Kaluga e di Nizhny Novgorod.

Interrotto anche l'export dei veicoli.

Ovviamente, a essere coinvolti sono tutti i marchi del Gruppo. Porsche, ad esempio, che nel 2021 ha esportati 6.262 auto in Russia sulle vendite totali di 301.915 unità.

Giappone, il peso dell'auto nell'export

In materia di esportazioni, gli affari legati all'automobile e alla componentistica sono stati stimati al 50% dei volumi commerciali che il Giappone intrattiene con Mosca.

Case giapponesi che hanno adottato una posizione di interruzione della produzione dettata dalle difficoltà logistiche e di approvvigionamento della componentistica.

Nissan ha interrotto l'export, Toyota fermerà dal 4 marzo il sito produttivo di San Pietroburgo, da circa 80 mila unità prodotte all'anno.

Per Mazda, provvedimenti simili: a Vladivostok interrotta a produzione e fermato l'export verso la Russia. 

Difficoltà di rifornirsi di componenti fondamentali alla produzione che impatteranno prestissimo anche su AvtoVAZ, la più grande casa auto russa, controllata da Renault: la carenza di parti elettroniche porterà a fermare gli impianti tra il 9 e l'11 marzo prossimi.


Fonte (auto.it)


01/03/2022 Responsabile Renault: Con la digitalizzazione il valore residuo delle auto future potrebbe addirittura aumentare

Il manager della Renault Thierry Cammal presume che le auto del futuro saranno inizialmente più costose a causa della digitalizzazione, ma il loro valore diminuirà molto più lentamente di oggi, o addirittura aumenterà.

Renault presume che le auto del futuro, grazie alla digitalizzazione, perderanno il loro valore più lentamente rispetto ad oggi.

"Il costo del veicolo potrebbe inizialmente essere più alto, ma il fatto che nuove funzionalità vengano aggiunte nel tempo può garantire che il valore residuo aumenti invece che diminuire come è oggi", ha affermato il manager della Renault Thierry Cammal al termine del Mobile World Congress in Barcellona.

Cammal gestisce i laboratori software presso la casa automobilistica francese, che sviluppa tecnologie per i veicoli futuri. Il passaggio ai veicoli elettrici e connessi richiede "che  l'architettura dell'auto cambi completamente", ha sottolineato.

Ciò significa, tra l'altro, che al posto di tante centraline sparse, ce ne sono poche centralizzate.

Renault sta lavorando al cambiamento con aziende tecnologiche come Google o il gruppo di chip Qualcomm.

Tuttavia, è importante che il produttore mantenga in definitiva il controllo "sugli elementi critici del software", ha sottolineato il manager dell'auto.


Fonte (automobilwoche.de)


whatsapp-icon
Tutti i marchi e i codici automobilistici sono di proprietà dei legittimi proprietari.